Scorpioni, pappagalli e granchi blu, le specie aliene invadono i nostri mari

Il rimedio arriva anche dalla cucina

Dal pesce pappagallo al pesce balestra grigio, dal pesce coniglio al pesce scorpione, fino all’ormai famigerato granchio blu. Queste sono alcune delle tantissime specie marine aliene che oggi frequentano in maniera importante il mar Mediterraneo e influenzano la fauna ittica locale, in alcuni casi riproducendosi velocemente ed entrando in competizione con le specie autoctone.

È il costante incremento della temperatura terrestre che sta avendo un effetto decisivo su quella che viene chiamata “tropicalizzazione del Mediterraneo”, vale a dire l’aumento della presenza di queste specie aliene nei nostri mari. Alieni strani, sconosciuti, a volte bellissimi, che provengono dal Mar Rosso, ad esempio, entrati nel Mediterraneo attraverso il Canale di Suez, come il pesce scorpione, la cui presenza è ormai un vero caso mediatico. Il pesce scorpione, infatti (Pterois miles) è inrapida espansione nel Mediterraneo ed è un predatore molto efficiente, con spine velenose che possono rappresentare un rischio per chi ci si dovesse inavvertitamente imbattere.

Per fortuna, questa specie appartiene alla stessa famiglia degli scorfani, abitanti autoctoni dei nostri mari. Come quelle dello scorfano, le carni del pesce scorpione possono essere consumate e sono anche buone! Manca però ancora una cultura gastronomica aggiornata in grado di inserire questa materia prima nel consumo ittico abituale nei ristoranti e una pesca dedicata. Ma lo scorpione non è comunque l’unica new entry del Mediterraneo, a lui si è recentemente aggiunta una specie di gambero sconosciuta, il Trachysalambria palaestinensis proveniente dal Mar Rosso e dall’Indo-Pacifico, che potrebbe entrare in competizione con le nostre mazzancolle. Intanto, nella laguna di Venezia è stato avvistato il primo esemplare di pesce palla dorato, meno pericoloso di quello maculato, ma in ogni caso contraddistinto dalla presenza – soprattutto nel fegato e nella cistifellea – di una potente neurotossina, priva di antidoto. Una specie che quindi sarebbe bene non solo non mangiare, ma nemmeno pescare o toccare a mani nude.