Estate, tempo di rosé! Il colore perfetto per la bella stagione

Che sia bolle o fermo, color cipria o cerasuolo intenso, il vino rosato è in perenne ascesa tra i più bevuti e richiesti durante la bella stagione. Il rosato smentisce la sua fama di vino intermedio e, grazie anche al grande rilancio fatto dai produttori italiani, conquista sempre di più l’enogastronomia stellata come i mercati in espansione e si rivela la vera terza via per gli abbinamenti. Questo dice il trend degli ultimi anni.

C’è chi lo berrebbe sempre, dall’antipasto al dessert, in ogni occasione, al ristorante come a casa, a bordo piscina con due stuzzichini o durante una cena impegnativa e chi, invece, lo riserva solo all’aperitivo. In ogni caso la richiesta di questa tipologia di vini sta vivendo un’epoca di piena espansione e, di conseguenza, la sua produzione è aumentata in maniera esponenziale. Il grande traino, in questo caso, lo fa, come storicamente assodato, la Francia, seguita però, nel campo della produzione, dagli Stati Uniti e dalla Spagna. L’Italia raggiunge la quarta posizione, quanto a produzione di rosé, ma c’è da sottolineare che, nulla togliendo a Stati Uniti e Spagna, il livello complessivo dei vini prodotti nel Belpaese è decisamente molto alto, così come quello dei cugini d’Oltralpe. Per di più, contrariamente che in Francia, dove è la Provenza la vera regione che fa la differenza quanto a produzione di rosati, in Italia quasi tutte le regioni hanno la propria fetta di mercato destinata al rosé. A partire dalla Puglia, dove c’è stata una concentrazione di produttori che hanno deciso investire nei rosati, anche perché può andare con pesce, così come con le verdure, o con la cucina vegana, perché tende a essere un po’ più rotondo e con una dolcezza maggiore, non in senso di quantità zuccherina elevata, ma di gusto. I rosati sono spesso più fruttati e si sposano alla perfezione anche con preparazioni vegetariane o vegane che sono anche quelle più difficili da abbinare con gli altri tipi di vino.

Bertarose, il restyling di classe firmato Bertani

Tra le grandi regioni vitivinicole italiane, un posto d’onore spetta certamente al Veneto, patria del famoso chiaretto. Tra le aziende in prima fila a puntare sulla rinascita del rosato, Bertani, storica cantina veronese, che ha dato vita a Vintage Edition, importante progetto di restyling che vede protagonista, insieme ad altre due etichette, Bertarose, il rosé di casa. Lo scopo è quello di rilanciare l’identità storica di questo vino in chiave contemporanea.

Bertarose nasce in un’epoca in cui il rosé non era ancora uno stile codificato: un’intuizione che, con gli anni, si sarebbe trasformata in una tendenza globale. Le sue radici riposano nella tradizione del Chiaretto di Bardolino, territorio che condivide con la Provenza origini produttive antichissime, risalenti all’epoca romana, basate su pressature delicate e macerazioni brevi, pensate per ottenere vini freschi, profumati e luminosi.

A definire il carattere di Bertarose contribuiscono i suoli morenici e il clima mite del Lago di Garda, che insieme restituiscono un rosé equilibrato, dinamico e attuale. In cantina, la vinificazione prevede una fase di decantazione con ripetuti bâtonnage a bassa temperatura, mantenendo la totalità dei sedimenti: una scelta che arricchisce il mosto di estratti, consistenza e di quella nota sapida che è ormai un tratto distintivo del vino.

Bertarose è tra i protagonisti del progetto Vintage Edition di Bertani perché rimane ancorato alla sua storia e alla sua tradizione, pur essendo in grado – grazie anche alla veste grafica – di inserirsi nelle atmosfere contemporanee. Il suo legame con il territorio del Bardolino, storicamente aperto alle influenze culturali europee e all’accoglienza, è il fil rouge robusto e vivace, capace di rendere questo vino ideale per i momenti conviviali di questa calda, caldissima estate.